La strage familiare che in queste ore ha insanguinato Brescia, ancora una volta, ci dice con tragica evidenza che la violenza contro le donne permea la nostra vita, è dentro i nostri quartieri, la nostra città, le nostre case, ci è prossima.

Le quattro povere vittime, accomunate in una mattanza senza precedenti, ci costringono a riflettere sul fatto che per le donne l’altra faccia dell’8 Marzo, giornata istituita per ricordare un evento tragico (la morte di 129 operaie nell’incendio della loro fabbrica), è sempre il 25 Novembre, la Giornata internazionale contro la violenza di genere.
Per l’8 Marzo la Casa delle Donne, adeguandosi alla consuetudine che ha trasformato questa data in una festa, proporrà  una serata di autofinanziamento all’insegna del bel verso della poetessa polacca Wislawa Szymborska : “Sotto il tetto di mia sorella mi sento sicura“, ma  non  sarà possibile cancellare questo sangue freschissimo: riportando almeno in parte la tradizione dell’8 Marzo all’antico drammatico significato listeremo a lutto la mimosa!

All’inizio di quest’anno la relatrice ONU  Rashida Manjoo sulla condizione femminile nel mondo ha dichiarato l‘Italia sorvegliata speciale a causa dell’elevata incidenza nel nostro paese della violenza contro le donne, ritenuta addirittura in aumento, e questo dato non può che essere confermato dalla Casa delle Donne.
Nel 2011 abbiamo accolto 261 vittime di maltrattamenti e violenza, prevalentemente domestica, e già 65 in questo scorcio di 2012. Alcune di queste donne sono state e sono minacciate di morte: a farlo i loro partner o ex partner, che fortunatamente nella maggior parte dei casi non mettono in atto il loro insano proposito, ma ciò rende comunque estremamente penosa la vita alle vittime e ai loro familiari, e non è dato sapere se la minaccia diventerà una vera e propria sentenza di morte.

La strage di S. Polo sembra fare da ben triste epigrafe per il percorso formativo sulla violenza di genere che si svolgerà il 29 marzo e il 16 aprile, ideato dalla Casa delle Donne e  indirizzato a forze dell’ordine, magistrati, medici, personale socio-sanitario, operatori d’accoglienza. Abbiamo voluto titolarlo emblematicamente: Ascoltare la paura salvare la vita, infatti fra i tanti prestigiosi relatori, in particolare  la prof.ssa  Anna Costanza Baldry formerà  sull’utilizzo del metodo SARA che, in base ad alcuni indicatori,  permette di valutare se una donna corre il rischio concreto di essere uccisa dal suo partner o ex partner violento.
Si tratta di un metodo predittivo, tuttavia non sufficiente per garantire la  messa  in sicurezza  di una donna vittima di violenza. Nonostante le leggi che in buona parte possono rivelarsi adeguate, lo strumento di difesa più efficace per le donne è preventivo: bisogna allontanarsi subito da un uomo violento, non permettere che la relazione con lui metta radici, poiché la propensione alla violenza è precocemente individuabile.

La nostra pena è per le vittime e i loro familiari, ma un pensiero va anche all’ assassino, travolto non dall’amore, non dalla gelosia, ma da una rabbia mortale, covata e nutrita fino a diventare per lui unica ragione di vita e sfociata nell’agguato e nella mattanza finali.
Un uomo che – fra le innumerevoli possibilità che la vita offre – ha saputo dire sì soltanto al rancore.
Un uomo che nel momento in cui ha ucciso ha reso tragicamente evidente il perché la sua vittima avesse tentato di lasciarlo. Tentato di lasciarlo, perché gli uomini che uccidono le donne non possono sopportare di essere lasciati, neppure quando sono stati loro ad abbandonarle. Infatti vivono nel cono di luce delle loro vittime.

Siamo in attesa di un cambiamento epocale, in cui i rapporti fra i sessi saranno basati sul principio della reciprocità e del rispetto, non solo quando l’amore c’è ma soprattutto quando non c’è più, benché nessun segnale in tal senso appaia  purtroppo all’orizzonte.
Nel frattempo alla società intera, e in primo luogo a chi può concretamente intervenire, va l’appello ad ascoltare la paura delle donne.
Agli uomini che sanno in cuor loro di poter uccidere l’appello ad essere integralmente uomini, a farsi aiutare prima che un’altra ennesima tragedia si compia.

Piera Stretti
Responsabile dell’Associazione Casa delle Donne
Via S.Faustino 38 – Brescia