Ecco un interessante progetto, realizzato da Alessia Gusmini ed Erica Linetti con le Ospiti e i collaboratori di Casa Ozanam; la Casa delle Donne ha dato il suo contributo inizialmente per l’avvio del progetto.

Alessia ed Erica descrivono così il loro lavoro:

” Lo scopo del progetto è dare alla persona la possibilità di conoscere strumenti e tecniche per ricercare una via espressiva, al fine di acquisire un modo nuovo di guardare a se stessa, e di riattivare una propria sensorialità. Inoltre, ci si propone di portare la persona, attraverso il lavoro artistico, in un atteggiamento che non sia  quello di isolarsi o di tacere il proprio dolore, ma che la aiuti a relazionarsi all’interno di un gruppo, per dire qualcosa di sé, per mettersi alla prova in termini inventivi con materiali e tecniche per cominciare a intuire cosa vuol dire arte e poterlo fare attraverso un lavoro piacevole.

L’obiettivo è realizzare un laboratorio che abbia come aspetto principale quello dell’attività sensoriale: attraverso la produzione della carta fatta a mano si pone la persona in condizioni di vedere-sentire-percepire una materia che si trasforma, si scioglie, si impasta, si colora.

Perché abbiamo scelto la carta?
Perché essa è un materiale che nasce, si crea, si trasforma, prende colore, forma, consistenza attraverso un processo che attiva sensorialmente chi la sta lavorando.
Metaforicamente inoltre, perché la carta è uno strato, è una superficie, portatrice di segni, di gestualità, di colori che possono evocare.
Esteticamente, perché è fragile, delicata, raffinata.

Il progetto è rivolto a un gruppo che vada dalle 4 alle 6 persone, che abbiano desiderio e necessità di rielaborare un trauma o una violenza psicologica/fisica subita, tramite il lavoro artistico e il supporto tecnico delle artiste terapiste.

I materiali necessari sono:
  • vasche di plastica (2) che possano contenere acqua e impasto per la carta
  • telai (4-6)
  • frullatore
  • spatole
  • pennelli
  • colle
  • spugne
  • lenzuola
  • colori acrilici
  • colori in pigmento

Lo spazio adeguato è quello di una normale aula o stanza adibita a laboratorio, dove si possa stendere del cellophane sul pavimento e si possa disporre un tavolo centrale. “


Il progetto si è concluso positivamente con una piccola mostra aperta al pubblico l’8 marzo presso l’associazione Casa Ozanam.