06 Mar 2014

INDAGINE SUI FEMICIDI IN ITALIA REALIZZATA SUI DATI DELLA STAMPA

NAZIONALE E LOCALE:

ANNO 2013

a cura del Gruppo di lavoro sui Femicidi

Casa delle donne per non subire violenza, Bologna

 

 

Ricerca di: Petra Crociati, Laura farina, Roberta Granelli, Chiara Ioriatti, Cristina Karadole, Elisa Ottaviani, Anna Pramstrahler Inma Mora Sanchez, Cinzia Verucci

 RIFLESSIONI INTRODUTTIVE

Prosegue per l’anno 2013 l’indagine curata dal gruppo di lavoro della Casa delle donne per non subire violenza di Bologna, volta ad indagare i dati emergenti dalla stampa nazionale e locale sulle donne uccise nel nostro paese per motivi di genere (femicidi).

Permane infatti la necessità di colmare un vuoto conoscitivo in relazione al fenomeno, che da anni denunciamo e che è stato all’origine del nostro percorso di indagine, oltre che la convinzione che sia necessario conoscere i fatti sociali per poterli prevenire e contrastare.

Seppure moltissime sono state quest’anno le iniziative intorno al tema femminicidio in Italia, a partire da quelle governative, come il decreto femminicidio, approvato ad agosto 2013, poi convertito in legge in ottobre, seppure non ancora applicato.

In particolare vogliamo qui ricordare le iniziative organizzate intorno al 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza alle donne, dalla società civile, che hanno posto all’ordine del giorno violenza contro le donne e femminicidio come  problemi sociali.

E tra queste richiamiamo il lavoro di una giovane Graphic Designer genovese, Sara Porco, con cui abbiamo collaborato con noi e con le Girl Geer Dinners di Milano e ha creato il sito “Stop al Femminicidio” e l’applicazione “La mappa dei Femicidi“, dove rende accessibili i nostri dati a partire dal 2005. Lo scopo principale del progetto è quello di mettere in luce il fenomeno e denunciare l’assenza di dati ufficiali e di offrire una mappa che raccoglie oltre 1000 casi, ricostruendo il fenomeno in modo diretto e intuitivo.

Testimoni Silenziose

Tuttavia ad oggi in Italia mancano informazioni approfondite sul femminicdio ed è l’iniziativa della società civile che supplisce a questa carenza.

Anche con l’indagine 2013 intendiamo mettere in rilievo il legame tra femicidio e violenza di genere, di cui il primo rappresenta la forma estrema e sicuramente più visibile, e quanto il contrastare l’uno e l’altra richieda di mettere in campo politiche strutturali ed efficaci sia per la protezione delle singole vittime, che per il cambiamento della cultura patriarcale che li sostiene ed alimenta.

I dati che riportiamo confortano questa nostra convinzione e ci portano a considerare quanto la violenza maschile contro le donne sia diffusa, e pericolosa per la vita delle donne, posto che come i Centri antiviolenza, studiando e costruendo un sapere specifico sul fenomeno, hanno da sempre denunciato, essa tende ad aumentare di frequenza e di quantità in un ciclo che può portare alla morte della donna, e che impone che nessun atto violento ai suoi danni possa essere tollerato.

In particolare l’indagine di quest’anno ci consente di fare maggiori considerazioni sulla diffusione della violenza in generale e sui casi di violenza molto grave, che abbiamo indicato come casi di tentato femicidio.

I femicidi infatti, e fortunatamente, coinvolgono un numero esiguo di donne, seppure significativo e importante, essendo convinte che non sia accettabile che nemmeno una donna possa morire per motivi legati alla sua appartenenza di genere.

Ma se guardiamo al dato dei femicidi tentati (83 episodi rintracciati), che abbiamo cominciato a registrare a partire dall’indagine 2012, notiamo come il fenomeno aumenti notevolmente.

Parliamo di lesioni molto gravi all’integrità fisica della donna, che per poco o per caso non hanno portato alla sua morte.

E ne parliamo nella consapevolezza che il dato reperibile dalla stampa è significativamente inferiore rispetto agli episodi che realmente si verificano.

Purtroppo infatti nella recente attenzione dei media e dell’opinione pubblica, che pure negli anni è cresciuta rispetto alla tematica della violenza maschile, l’interessamento e lo sdegno decrescono in modo proporzionale alla gravità del delitto.

Il che significa continuare passare sotto silenzio tutto il fenomeno sommerso della violenza contro le donne che fa da premessa a questi casi più gravi.

Con il possibile esito di prendere le distanze dalla violenza quotidiana che permea le relazioni tra i generi, che le struttura, e con l’altrettanto possibile rischio di far apparire questi eventi come il frutto di un’improvvisa perdita di controllo di qualche soggetto che di volta in volta viene associata a un disagio sociale, psichico o economico.

Dal 2005 è proprio con lo scopo di mettere in luce quanto invece siano comuni le caratteristiche e le dinamiche di coloro che agiscono violenza contro la loro compagna e di coloro che giungono ad di ucciderla, che conduciamo le nostre indagini.

Con l’obiettivo di ingaggiare una battaglia generale contro la violenza maschile contro le donne che ponga fine a questa strage lampante, ma anche a tutte quelle situazioni quotidiane in cui le donne sono mortificate, umiliate, denigrate e private del loro diritto di esseri umani a vivere una vita libera dalla violenza.


 

 

I DATI DEI FEMICIDI IN ITALIA NEL 2013

La tavola 1 riporta l’andamento dei femicidi dal 2005, anno in cui abbiamo cominciato la nostra indagine, al 2013.

1.Numero di donne uccise (2005-2013)

  numero totale femicidi
Numero donne uccise 2013

134

Numero donne uccise 2012

126

Numero donne uccise 2011

130

Numero donne uccise 2010

129

Numero donne uccise 2009

121

Numero donne uccise 2008

113

Numero donne uccise 2007

103

Numero donne uccise 2006

102

Numero donne uccise 2005

84

TOTALE

1042

L’anno 2013 segna un incremento del dato rispetto agli anni precedenti, con 134 donne uccise.

La media annuale per i 9 anni in cui abbiamo condotto le indagini, segna 116 casi per anno. E’ necessario tenere in considerazione che i dati da noi rilevati sono sottostimati perché non tutti i delitti vengono riportati dalla stampa.

Ricordiamo che l’indagine dell’Eures, che analizza i femicidi dal 2000 al 2012, e pur utilizzando una definizione leggermente diversa del fenomeno, rileva una media di 171 casi l’anno.

2. Numero donne prostitute e prostituite uccise

  numero femicidi prostitute/ prostituite* numero totale dei femicidi
2013

13

134

2012

14

126

2011

12

130

2010

7

129

2009

7

121

2008

7

113

2007

5

103

TOTALE

65

856

 *Con il termine “prostituita” si intende una persona indotta in maniera coatta all’esercizio della prostituzione, attribuendo invece al termine “prostituta” il carattere di volontarietà dell’attività esercitata.

La Tavola 2 presenta il dato relativo al numero di donne prostitute e prostituite che sono state uccise nel 2013.

La scelta di evidenziare il dato in una tabella dedicata deriva dall’intenzione di sottolineare non una distinzione tra gli omicidi di donne maturati in ambito familiare e quelli legati alla prostituzione, quanto piuttosto la connessione tra prostituzione e violenza di genere.

La violenza di genere come strumento di affermazione del potere maschile, è espressione di un desiderio di controllo, dominio e possesso dell’uomo sulla donna, tanto nelle relazioni intime, quanto nell’ambito della prostituzione.

Il femicidio come estrema forma di violenza di genere comprende, dunque, le uccisioni per mano maschile di donne che esercitano, volontariamente o in maniera coatta, l’attività di prostituzione. La comune radice del problema della violenza e delle gravi forme di sfruttamento legate alla prostituzione è infatti la sussistenza di rapporti di potere diseguali tra uomini e donne.

Tuttavia il femicidio di donne prostitute e prostituite viene tenuto scarsamente in considerazione dai media quando si parla di violenza sulle donne e omicidi di genere. La tendenza è piuttosto quella di relegare i femicidi che si consumano negli ambienti della prostituzione ad omicidi legati alla criminalità organizzata, e per nulla connessi ad una dimensione di genere.

L’obiettivo della nostra indagine diventa dunque anche quello di sottolineare come la donna prostituita e prostituta venga uccisa in quanto donna, e come la tipologia di relazione che unisce la vittima all’autore del femicidio risulti essere, anche in questi casi, fortemente connotata dal genere.

Nel corso del 2013 abbiamo rilevato attraverso l’analisi della stampa italiana, 13 casi di femicidio la cui vittima era una donna che esercitava attività di prostituzione sul territorio italiano.

Sottolineiamo la necessità di tener presente che il dato è fortemente sottostimato a causa della quasi totale assenza di visibilità che caratterizza a vari livelli l’attività di prostituzione nel nostro paese, anche conseguentemente a radicati stereotipi di genere legati alla figura della donna che esercita la prostituzione. Tale invisibilità diventa ancor più evidente quando ad esercitare la prostituzione sono giovani donne straniere vittime di tratta[1] e sfruttamento.

TENTATI FEMICIDI

Proseguiamo anche nel 2013 l’approfondimento dedicato ai tentati femicidi sia perché, come spiegato in premessa, ci danno maggiormente la possibilità di capire quanto le donne che subiscono violenza nella relazione di intimità siano in serio pericolo di vita, sia di evidenziare quanto è stretta la relazione tra queste morti e la violenza di genere, che chiamiamo femminicidio.

Per tentati femicidi intendiamo tutti quegli episodi di estrema violenza in cui il bene della vita della donna è stato messo seriamente a rischio, ossia tutti quegli episodi in cui si sono aperti procedimenti per “tentato omicidio”.

Innanzitutto rileva il dato assoluto, che assomma a 83 casi, ma che va ritenuto totalmente sottostimato perché la stampa non riporta tutti i casi realmente accaduti e per avere la reale dimensione del fenomeno sarebbe necessario incrociare i dati con quelli provenienti dalle Questure, cosa che ci è risultata impossibile in questa indagine.

3. Nazionalità vittima del tentato femicidio

Numero Assoluto %
Italiana

39

47

Straniera

22

26.5

Nd

22

26.5

TOTALE

83

100

La tabella precedente analizza la provenienza geografica della vittima. Le proporzioni non sono mantenute se le confrontiamo con la provenienza delle vittime di femicidio. Ciò è dovuto soprattutto alla povertà dei dati forniti dalla stampa in questi casi, rimane più del 25% la percentuale per i quali non è riportato il dato.

4.  Relazione vittima – autore del tentato femicidio

  Numero Assoluto %
Partner attuale

38

46

Ex partner

19

23

Altra relazione

21

25

Nd

5

6

TOTALE

83

100

Con la tabella che analizza la relazione tra la vittima e l’autore del tentato femicidio possiamo rilevare che le percentuali rimangono molto simili a quelle dei femicidi realizzati. Le donne che hanno subito questo tipo di violenza avevano una relazione sentimentale con l’autore per il 46% dei casi e avevano avuto una relazione sentimentale che si era conclusa per il 23% dei casi. Il 69% dei tentati femicidi, quindi la maggioranza, avvengono in presenza di una relazione di intimità, stabile o interrotta.

5. Area geografica del tentato femicidio

  Numero Assoluto %
Nord

37

45

Centro

18

22

Sud e Isole

28

33

TOTALE

83

100

6. Altre persone coinvolte nei femicidi

  Numero assoluto
Eventi

125

Donna Unica Vittima

114

Omicidio Plurimo*

11

Di cui Figli/e minori

1

Totale femicidi

134

TOTALE VITTIME

137

  • Inclusi figlie e un figlio maggiorenne

La tavola 6 riporta il numero degli eventi (125); in più di un femicidio infatti l’uomo ha ucciso più di una donna insieme. In 5 casi l’uomo ha ucciso madre e figlia (maggiorenne), in 4 di questi casi l’uomo era il compagno di una delle donne e padre dell’altra. In un caso alle vittime si aggiunge anche la suocera. Sempre all’interno di questi omicidi plurimi troviamo il caso di un uomo che uccide entrambe le sue due sorelle, e un caso in cui l’autore pone fine alla vita della sua ex compagna e della donna che viveva con lei.

Rispetto al 2012 il dato riporta un leggero calo (12 omicidi plurimi nel 2012 e 11 nel 2013) ma si ha un aumento del numero dei figli coinvolti: 2 nel 2012 e complessivamente 5 tra maggiorenni e minorenni nel 2013.

In due casi l’uomo uccide anche la persona con cui la donna stava intrattenendo una nuova relazione e in un caso il padre, oltre ad aver ucciso la propria compagna e la figlia uccide anche il figlio.

7. Provenienza delle donne uccise

  Numero Assoluto %
Italia

90

67

Romania

9

6

Ucraina

6

4

Albania

4

3

Nigeria

4

3

Brasile

3

2

Kosovo

3

2

Colombia

2

1

Antigua e Barbuda

1

1

Bulgaria

1

1

Ecuador

1

1

Macedonia

1

1

Marocco

1

1

Perù

1

1

Polonia

1

1

Repubblica Dominicana

1

1

Russia

1

1

Sri Lanka

1

1

N.d.

3

2

TOTALE

134

100

La tavola 7 riporta la nazionalità della vittima. Come emerso dalle indagini degli anni precedenti, si ha una nettissima prevalenza di donne italiane coinvolte nei femicidi (67%). Donne provenienti da altri 18 paesi sono coinvolte in misura nettamente inferiore.

8. Provenienza delle donne uccise, macroregioni

  Numero Assoluto %
Italia

90

67

Est – Europa

26

19

America Latina

9

7

Africa

5

4

Asia

1

1

ND

3

2

TOTALE

134

100

Raggruppando in macroregioni gli stati di provenienza delle donne uccise, si segnala un aumento rispetto all’anno scorso della percentuale di donne provenienti dall’area dei Balcani e dell’Est Europa (19%).

9. Provenienza dell’autore

  Numero Assoluto %
Italia

89

71

Romania

5

4

Albania

3

2

Ecuador

2

2

Kosovo

2

2

Marocco

2

1

Ucraina

2

1

Brasile

1

1

Bulgaria

1

1

Colombia

1

1

India

1

1

Macedonia

1

1

Nigeria

1

1

Senegal

1

1

Sri Lanka

1

1

ND

13

10

TOTALE

126*

100

*Il numero degli autori risulta superiore al numero di eventi poiché un femicidio è stato commesso da due uomini insieme.

La tavola 9 evidenzia che anche rispetto agli autori la prevalenza di italiani è molto netta (71%), analoga al numero delle donne uccise. Va precisato che in diversi casi, per mancanza di sufficienti informazioni da parte delle fonti, non è stato possibile rilevare  la provenienza degli autori (10%). Il dato è costante rispetto al 2012, anno in cui l’autore risultava Italiano nel 72% dei casi.

10. Provenienza dell’autore, macroregioni

  Numero Assoluto %
Italia

89

71

Est – Europa

14

12

America Latina

4

3

Africa

4

3

Asia

2

2

Nd

13

10

TOTALE

126

100

Anche in questo caso l’analisi per macroregioni evidenzia come la maggioranza degli autori dei femicidi sia italiano. Con un grande distacco seguono gli autori provenienti dall’Est Europa (12%)

11. Relazione autore-vittima

  Numero Assoluto %
Marito/convivente

48

36

Fidanzato/compagno/amante

8

6

Ex (marito/fidanzato/convivente)

21

16

Figlio

14

10

Fratello

2

1

Padre/patrigno

5

4

Altro parente

3

2

Cliente

6

4

Collega/amico/datore/vicino/conoscente

18

13

Sconosciuto

2

1

Nd

8

7

TOTALE

135*

100

* Il numero degli autori è più alto rispetto al numero delle vittime poiché un femicidio è stato commesso da due uomini insieme.

La tavola 11 descrive la relazione intercorsa tra la vittima e il suo omicida.

La relazione prevalente, come negli anni precedenti, è quella dell’autore “marito/convivente” (36%). Seguono le uccisioni per mano di ex marito/fidanzato/convivente (16%), e di fidanzato/compagno/amante” (6%). Sommando questi dati emerge che il 58% dei casi di femicidio, ovvero la maggioranza, avvengano in presenza di una relazione di intimità, stabile o interrotta, tra la donna uccisa e l’autore del femicidio. Questa percentuale è un segno evidente della difficoltà a riconoscere la donna come soggetto autoderminato, indipendente e capace di prendere le proprie decisioni all’interno della coppia, di ridefinire il rapporto o anche di concluderlo.

I casi di femicidio compiuti dai figli (10%) sono aumentati rispetto al 2012 (9%).  In aumento il numero dei femicidi commessi dalla categoria “collega/amico/datore/vicino/conoscente” arrivando al 13%; nel 2012 ammontavano al 6%.

I femicidi verificatisi nell’ambiente della prostituzione si assestano, come nel 2012, al 4%, come già indicato in questa relazione.

Si conferma bassa la percentuale di sconosciuti che uccidono la propria vittima (nessuno nel 2012, 1% nel 2013).

  1. Relazione autore-vittima (macrocategorie)
  Numero Assoluto %
Relazione sentimentale attuale

56

42

Relazione conclusa

21

16

Parentela

24

18

Scambio sesso-denaro

6

4

Conoscenza/amicizia

10

7

Rapporto di lavoro

8

6

Nessuna conoscenza

2

1

Nd

8

6

TOTALE

135

100

La tavola 12 riunisce in macrocategorie la relazione autore-vittima ed evidenzia il divario tra i femicidi avvenuti in presenza di relazioni di intimità e le altre relazioni: il  42% dei femicidi si è verificato nel corso di una relazione sentimentale e il 16% a relazione sentimentale conclusa. Di conseguenza le donne che sono state uccise da uomini con cui intrattenevano o avevano avuto una relazione sono state il 58%. I femicidi agiti da soggetti estranei alla sfera familiare sono cosi suddivisi: nel 7% vi era un rapporto di “conoscenza/amicizia”, nel 6% un rapporto di lavoro, nel 4% un rapporto finalizzato a uno scambio di sesso-denaro.

13. Femicidi in Emilia-Romagna

 

Numero Assoluto

2013

8

2012

15

2011

17

2010

8

2009

12

2008

9

2007

10

2006

7

TOTALE

86

Nel 2013 i femicidi che hanno riguardato la Regione Emilia-Romagna, che evidenziamo in quanto è la regione in cui risiediamo, sono dimezzati rispetto all’anno precedente: si sono realizzati 8 casi, mentre nel  2012 sono stati 15, tornando quindi al numero del 2010 (8). Questo ci induce a fare alcune considerazioni sul grande attivismo degli ultimi anni di associazioni di donne, dei centri antiviolenza e anche delle istituzioni, che probabilmente hanno inciso nel creare una cultura del rifiuto della violenza, anche se il dato, per essere letto in positivo, dovrebbe essere messo a raffronto con un’indagine epidemiologica sull’andamento della violenza di genere nella nostra regione.

14. Età della vittima

 

Numero assoluto

%

<18

1

1

19-25

13

10

26-35

20

15

36-45

25

18

46-60

38

28

61-75

17

13

>75

17

13

ND

3

2

TOTALE

134

100

La tavola 14 mostra una incidenza maggiore di casi di donne uccise tra i 46 e i 60 anni, ma considerata l’ampiezza maggiore di tale classe rispetto alle altre, e considerata la differenza di punti percentuali poco accentuata, possiamo affermare che le donne risultano vittime in qualsiasi momento della loro vita.

15. Età autore

 

Numero assoluto

%

<18

1

1

19-25

6

5

26-35

19

14

36-45

30

22

46-60

35

26

61-75

19

14

>75

11

8

ND

13

10

TOTALE

134

100

L’analisi dei dati inerenti l’età dell’uomo ci porta a considerazioni analoghe a quelle effettuate per l’età della vittima: non si riscontra infatti alcuna prevalenza di fascia di età. 11.Regioni in cui sono stati commessi i femicidi

16. Regione del femicidio

 

Numero di casi

% totale

%  su popolazione*

Lombardia

14

10

0,000156

Campania

13

10

0,000225

Sicilia

13

10

0,000260

Lazio

13

10

0,000234

Piemonte

10

8

0,000229

Puglia

10

8

0,000229

Toscana

9

7

0,000244

Calabria

8

6

0,000409

Emilia Romagna

8

6

0,000183

Marche

6

4

0,000383

Abruzzo

6

4

0,000457

Umbria

6

4

0,000677

Sardegna

4

3

0,000244

Veneto

4

3

0,000082

Liguria

3

2

0,000192

Friuli-Venezia e Giulia

3

2

0,000246

Trentino Alto Adige

3

2

0,000288

Molise

1

1

0,000319

Valle d’Aosta

0

0

0

TOTALE

134

100

 

* I dati relativi alla numerosità della popolazione per ogni regione sono riferiti al censimento 2012 dell’Istat)

Il numero più elevato di casi di femicidio si è registrato in Lombardia (14 casi) seguita dalla Campania, dalla Sicilia e dal Lazio (13 casi in ognuna di queste regioni). L’Emilia Romagna si trova in 9ª posizione rispetto al numero assoluto di femicidi.

Se andiamo ad analizzare il numero di donne uccise in relazione alla numerosità della popolazione di ogni regione riscontriamo che l’Umbria e l’Abruzzo sono le regioni dove nel 2013 sono state uccise il maggior numero di donne, rispetto al numero di abitanti dell’area.  La Lombardia al contrario rappresenta una delle regioni  con il più basso tasso di femicidi in relazione alla densità degli abitanti. Il dato più basso è registrato per il Veneto, con una percentuale di 0.000082 donne uccise ogni cento. La Valle d’Aosta è l’unica regione dove non sono stati registrati casi di femicidio.

  1. Macrozone
 

Numero di casi

%

% su popolazione*

Nord

45

34

0,00035

Centro

34

25

0,00063

Sud

38

28

0,00056

Isole

17

13

0,00053

TOTALE

134

100

 

* I dati relativi alla numerosità della popolazione per ogni regione sono riferiti al censimento 2012 dell’Istat)

Il 33,6% delle donne sono state uccise al Nord, il 25,4% al Centro, il 28,4% al Sud e il restante 12,7% nelle Isole. Se confrontiamo i dati con la numerosità della popolazione vediamo però che il tasso maggiore di uccisioni è stato riscontrato al Centro (0.00063 casi ogni cento abitanti), seguito dal Sud, dalle Isole e in coda il  Nord (0.00035 casi ogni cento abitanti). Il dato si discosta da quelli rilevati negli anni precedenti, in cui prevalevano numericamente i femicidi nel nord del paese. Questo aspetto è interessante e meriterebbe una riflessione approfondita, impossibile da realizzare in questa sede, che potrebbe aver a che fare sia con i cambiamenti sociali in corso, che con i dati relativi a crisi economica e divario tra nord e sud, che con le politiche attive delle regioni in materia di contrasto alla violenza, oltre che con le mobilitazioni delle associazioni di donne e dei centri antiviolenza.

18. Luogo del delitto

 

Numero assoluto

%

Casa della coppia

64

47

Strada/ piazza/ giardino pubblico

26

19

Casa della vittima

19

14

Luogo di lavoro

9

7

Automobile

5

4

Albergo

2

1

Casa di riposo

1

1

Casa dei genitori della vittima

1

1

Casa dell’autore

1

1

Scuola

1

1

ND

5

4

TOTALE

134

100

La casa della coppia è il luogo dove si verifica il maggior numero di delitti (47%). Questo dato deve essere messo in relazione con quello degli autori dei femicidi, stante che la maggior parte dei delitti sono compiuti da mariti/compagni e conviventi, che risiedono quindi nella stessa casa della vittima, cui va ad aggiungersi il 14% delle uccisioni, avvenuta in casa della vittima.

Il 16% dei casi vedono la donna colpita in un luogo pubblico, ma si deve tenere presente che solo l’1% di delitti sono stati commessi da sconosciuti, e quindi è la relazione di intimità che rappresenta il maggiore fattore di rischio per la donna.

Anche nel 2012 la casa (della vittima o della copia) risultava il luogo fatale per la donna: il 59% delle donne è stata uccisa in ambiente domestico.

19. Arma utilizzata

 

Numero assoluto

%

Arma da fuoco

39

29

Arma da taglio

37

28

Asfissia

20

15

Armi improprie

18

14

Percosse

9

7

Materiale infiammabile

4

3

Liquido letale

2

1

Provocato incidente(lanciata da balcone, investita, gettata nel fiume

3

2

ND

2

1

TOTALE

134

100

Armi da fuoco e armi da taglio risultano i principali strumenti di morte per le donne vittima di femicidio (rispettivamente 29% e 28%). Rispetto al 2012 allorché le armi più utilizzate erano state quelle da taglio (33%), quest’anno si registra una prevalenza di quelle da fuoco.

20. Comportamento dell’autore dopo il delitto

 

Numero assoluto

%

Suicidio

40

30

Costituzione/confessione

25

19

Fuga

25

19

Arresto

19

14

Occultamento

9

7

Tentato suicidio

5

4

ND

11

8

TOTALE

134

100

La tavola 20 evidenzia come in anni precedenti che una parte consistente degli autori dei femicidi, dopo il delitto si toglie la vita. Si tratta di un dato significativo e in crescita rispetto a quanto rilevato nel 2012, quando i suicidi seguiti a femicidio raggiungevano il 19%.

21 .Movente del femicidio

 

Numero assoluto

%

Non dichiarato

38

29

Fine della relazione

21

16

Lite

19

14

Gelosia

16

12

Motivi economici

11

8

Malattia donna

8

6

Problemi psichici uomo

7

5

Motivi lavorativi

3

2

La donna non ricambiava i sentimenti

3

2

Violenza perpetrata

1

1

Tentata violenza

1

1

Altro

5

4

TOTALE

134

100

Il movente del femicidio è un elemento di criticità, nel senso che pur ritenendo che esso vada ricercato nella relazione di genere, nella asimmetria dei rapporti di potere esistente tra uomo e donna nella società, che si manifesta nei singoli rrapporti nell’incapacità di costruire una relazione di riconoscimento, rispetto e paritaria, ci sembra utile rilevare il movente riportato dalla stampa per decostruire quello che è il senso comune rispetto alla violenza maschile contro le donne, che spesso, partendo dall’assunto che nelle relazioni di coppia ciò che accade è esclusivamente affare privato, fa sì che questi delitti siano poco indagati, o che si ricerchi in qualche disagio mentale o ambientale la loro motivazione. Lo dimostra l’elevato numero di casi riportati in cui non è stato rintracciato un movente certo (29%), e l’utilizzo ancora diffuso, per quanto in calo rispetto agli anni precedenti, grazie alle tante campagne di sensibilizzazione ed educazione alla comunicazione di genere portate avanti dalle donne in questi anni, cui le stesse nostre indagini hanno fornito un contributo, di termini quali “raptus”, “disperazione” o “ follia”, per fotografare la forma estrema di violenza contro le donne.

Dall’indagine del 2013  emerge che il 16% dei femicidi è stata conseguenza dell’incapacità dell’uomo di accettare la fine della relazione con la vittima, il 14% delle donne sono state  uccise a seguito di una lite, il 12% dei casi ha avuto come causa scatenante la gelosia dell’uomo dei confronti della donna.

Rileva anche la percentuale di casi che avvengono a causa di motivi economici di vario genere, che risultano pari all’8% e che richiederebbe, in un’analisi più approfondita di quanto sia qui concesso, di mettere in relazione gli effetti della crisi nelle relazioni di intimità.

22. Violenze precedenti

  Numero assoluto %
Non dichiarato

85

63

Si, con denuncia/e

19

14

No

10

7

Si

9

7

Liti

6

5

Lui ha precedenti

5

4

TOTALE

134

100

Il dato delle violenze precedenti, che nelle rilevazioni degli anni scorsi era molto difficile da reperire, e che inizia ad essere tenuto in maggiore considerazione da parte della stampa nel 2012, segno di quel mutamento di consapevolezza e culturale cui si è fatto riferimento in premessa e che sembra aver preso il via recentemente, ci mostra che nel 14% dei casi, non solo è certo che vi fossero stati precedenti di maltrattamento da parte dell’autore, ma altresì che la donna si era rivolta alle autorità per denunciarli. E’ un elemento significativo se si mette in relazione al fatto che mediamente nel nostro paese meno del 10% delle donne denuncia il proprio partner violento. Va inoltre tenuto presente che nel 5% dei casi gli articoli si riferiscono in modo generico alle “liti” nella coppia, dietro cui spesso si nascondono situazioni di maltrattamento e violenza.

CONCLUSIONI

Nel 2013 restano confermati i dati dei femicidi che abbiamo rilevato nelle indagini svolte negli anni precedenti: i femicidi riguardano per lo più donne italiane (67%), sono commessi da uomini italiani (71%), interessano tutte le fasce di età pur se si riporta quest’anno una incidenza maggiore nella fascia di età tra i 36 e i 45 anni, mentre l’anno scorso si registrava nella fascia 46-60.

Essi trovano origine nella relazione di copia, posto che nel 58% dei casi l’autore è stato il partner attuale o ex della donna. Così come il “setting” del delitto che ricorre maggiormente è sempre quello intimo della casa familiare, o della donna.

Essi hanno a che fare con la relazione di genere anche quando interessano un ambito peculiare come quello della prostituzione, dato che anche in questa circostanza non è la connessione alla criminalità, quanto piuttosto la dimensione di genere, a determinarli: la donna viene uccisa anche in questi casi in quanto donna.

Gli elementi di differenziazione rispetto alle risultanze delle indagini degli anni precedenti, che meritano approfondimenti e analisi ulteriori, hanno a che fare con la distribuzione territoriale dei femicidi. Nelle indagini precedenti essi si verificavano soprattutto al Nord del nostro paese e in particolare la nostra regione risultava una di quelle maggiormente interessate. In parte spiegavamo questo dato con la circostanza che il modello familiare tradizionale al Nord fosse più in crisi, segnato da una posizione di emancipazione della donna che, portatrice di una maggiore autonomia economica e personale, in parte spiegava la maggiore conflittualità della coppia, e la correlata incapacità dell’uomo di confrontarsi con il suo mancato adattamento al ruolo di madre e moglie. La risposta violenta al cambiamento era comprovata dal dato della maggiore diffusione dei casi di femicidio in tutto il Nord Italia, con Lombardia ed Emilia-Romagna che in questi anni hanno detenuto il triste record.

Oggi, almeno per quanto riguarda la nostra regione, queste valutazioni sembrano essere smentite dal fatto che i femicidi in Emilia-Romagna dimezzano nel 2013, mentre crescono al Sud. Ci piacerebbe pensare che questo dato abbia a che fare con l’azione coordinata svolta in questi anni tanto da noi attiviste dei centri antiviolenza, quanto dall’intervento istituzionale, che, sollecitato dalle nostre campagne ha reso la nostra regione più sicura per le donne. Ovviamente è prematuro trarre queste conclusioni e, come dicevamo in premessa, il dato dovrebbe per essere realmente letto in positivo dovrebbe essere accompagnato da un calo della violenza maschile tutta, quindi non solo dei femicidi nel nostro territorio. Al tempo stesso sarebbe importante capire quali sono le dinamiche sociali, e quanto siano influenzate dalla crisi economica in corso, che invece fanno sì che i femicidi aumentino in aree del paese considerate dal punto di vista dei modelli familiari e delle relazioni di genere meno conflittuali.

Resta infatti da considerare che il numero complessivo dei casi registra un aumento rispetto agli anni passati, e che il numero delle violenze che mettono in serio pericolo la vita delle donne, come evidenziato nell’approfondimento dedicato ai tentati femicidi, è molto rilevante.

A conclusione di queste rapide valutazioni, non possiamo che affermare con forza l’esigenza di analisi costanti e basate su dati ufficiali, del fenomeno del femicidio e della violenza contro le donne, oltre che di conseguenti politiche di prevenzione e contrasto olistiche e integrate, che coinvolgano tutti gli ambiti della società.

Elenco Donne uccise nel 2013

 

Gennaio |

  • 1. 8 gennaio – Radda in Chianti (Si): PONIK ELVANE. 47 anni, uccisa da un collega sul posto di lavoro.
  • 2. 8 gennaio – San Giuliano a mare (Rn): ANNUNZIATA PAOLI. 78 anni, morta accoltellata dal convivente.
  • 3. 14 gennaio – Montesilvano (Pe): LILIANA AGNELLINI. 65 anni, bruciata viva da ex compagno.
  • 4. 15 gennaio – Cavour (To): MADDALENA LIVATINO. 64 anni, massacrata a martellate e coltellate insieme alla figlia dal marito.
  • 5. 15 gennaio – Cavour (To): BARBARA PONS. 43 anni, massacrata a martellate e coltellate insieme alla madre dal padre.
  • 6. 17 gennaioL’Aquila (Aq): BOSHTI HRJETA. 36 anni, uccisa insieme al compagno dall’ex marito a colpi di pistola.
  • 7. 18 gennaio – Bernareggio (Mb): ANTONIA STANGHELLINI. 46 anni, accoltellata in casa dall’ex marito.
  • 8. 22 gennaio – Castelfidardo (An): ADA VIVANI. 83 anni, uccisa dal figlio.
  • 9. 24 gennaio – Vercelli (Vc): DONIKA XHAFA. 47 anni, uccisa dal compagno a colpi di pistola.
  • 10. 28 gennaio – Isernia (Is): FRANCA IACIOFANO. 50 anni, uccisa dall’amante con un fucile a canne mozze.

Febbraio |

  • 11. 3 febbraio – Dolianova (Ca): GIUSEPPINA BOI. 87 anni, uccisa a martellate dal marito.
  • 12. 4 febbraio – Casal di Principe (Ce): OLAYEMI FAVOUR. 24 anni, bruciata insieme alla casa dall’ex fidanzato della coinquilina.
  • 13. 5 febbraio – Ledro (Tn): DANIELA SABOTIG. 54 anni, uccisa a sassate da un amico.
  • 14. 8 febbraio – Rosignano (Li): BRUNA PORAZZINI. 75 anni, morta in seguito a percosse inflitte dal marito.
  • 15. 14 febbraio – Pianura (Na): GIUSEPPINA DI FRAIA. 52 anni, Investita e successivamente bruciata viva dal marito.
  • 16. 14 febbraio – Maddaloni (Ce): AGNESE MARIA COSCIA. 62 anni, uccisa a coltellate dal figlio e da un amico del figlio.
  • 17. 22 febbraio – Budrio (Bo): JAMILA ASSAFA. 30 anni, accoltellata dal marito.
  • 18. 24 febbraio – San Mauro Torinese (To): GIUSEPPINA SAVERINO. 81 anni, uccisa dal marito che le ha tagliato i polsi.
  • 19. 27 febbraio – Rieti (Ri): SHEDIJE MAMEDANI. 38 anni, uccisa dal compagno a colpi di mattarello.
  • 20. 28 febbraio – Moriago (Pv): VIVIAN EDEHIA. 24 anni, Trovata morta lungo i binari con il cranio fracassato.

Marzo |

  • 21. 3 marzo – Attimis (Ud): DENISE FERNELLA GRAHAM. 42 anni, uccisa a mazzate dal marito.
  • 22. 3 marzo – Siena (Si): LUCELLY MOLINA CAMARGO. 32 anni, uccisa da un cliente in seguito a percosse e tagli.
  • 23. 4 marzo – Arcugnano (Vi): ADRIANA CAROLO. 79 anni, uccisa dal marito con una baionetta.
  • 24. 4 marzo – Terme Vigliatore (Me): MARIA ISGRò. 47 anni, uccisa insieme alla sorella dal fratello con un liquido letale.
  • 25. 4 marzo – Terme Vigliatore (Me): LAURA ISGRò. 41 anni, uccisa insieme alla sorella dal fratello con un liquido letale.
  • 26. 5 marzo – Segrate (Mi): EGIDIA MAMOLI. 68 anni, uccisa nel sonno a colpi di pistola dal marito.
  • 27. 6 marzo – Perugia (Pg): DANIELA CRISPOLTI. 46 anni, uccisa a colpi di pistola sul posto di lavoro.
  • 28. 6 marzo – Perugia (Pg): MARGHERITA PECCATI. 61 anni, uccisa a colpi di pistola sul posto di lavoro.
  • 29. 24 marzo – Savona (Sv): PAOLA OLIVERO BURDISSO. 80 anni, morta per le botte ricevute da un conoscente.
  • 30. 26 marzo – Saracena (Cs): MARIA CARMELA D’AQUILA. 75 anni, soffocata dall’ex fidanzato della figlia.
  • 31. 26 marzo – Porto Recanati (Mc): ANNA MARIA GANDOLFI. 57 anni, morta in seguito ad una lite violenta col marito.
  • 32. 28 marzo – Milano (Mi): ELENA MONNI. 59 anni, accoltellata dal figlio.

Aprile |

  • 33. 2 aprile – Ravenna (Ra): ADELA SIMONA ANDRO. 36 anni, strangolata nel suo appartamento dal marito.
  • 34. 6 aprile – Borgo Flora (Cisterna di Latina) (Lt): FRANCESCA DI GRAZIA. 55 anni, uccisa insieme alla figlia a coltellate dall’ex marito.
  • 35. 6 aprile – Borgo Flora (Cisterna di Latina) (Lt): MARTINA INCOCCIATI. 18 anni, uccisa a coltellate insieme alla madre dall’ex marito di quest’ultima.
  • 36. 7 aprile – Numana (An): ADRIANA MIHAELA SIMION. 26 anni, uccisa a coltellate, da un cliente.
  • 37. 12 aprile – Serramanna (Vs): MARIA SANTORO. 70 anni, accoltellata dal nipote ventenne.
  • 38. 15 aprile – San Giovanni la Punta (Ct): MARIA LUCIA GARRA. 58 anni, soffocata dal figlio.
  • 39. 16 aprile – Montebelluna (Tr): DENISE MORELLO. 22 anni, uccisa a colpi di pistola dall’ex compagno.
  • 40. 16 aprile – Rossano (Cs): FLORENTINA BOARU. 19 anni, accoltellata e poi rinchiusa in un sacco da un cliente.
  • 41. 18 aprile – Roma (Rm): MICHELA FIORETTI. 42 anni, uccisa da sei colpi di pistola sparati dall’ex marito.
  • 42. 20 aprile – Catania (Ct): MADURI WARNACULA. 42 anni, trovata con piedi e collo legati col filo elettrico, bruciata a seguito di un incendio, si sospetta del marito morto dopo lo stesso incendio. 43. 24 aprile – Montecalvo Versiggia (PV): ALMA PECORARA. 76 anni, accoltellata da un conoscente, presumibilmente un ex inquilino.

Maggio |

  • 44. 1 maggio – Castagneto Carducci (Li): ILARIA LEONE. 19 anni, picchiata fino alla morte da un conoscente.
  • 45. 2 maggio – Dragona (Rm): ALESSANDRA LACULLO. 30 anni, accoltellata e abbandonata per strada dall’ex-fidanzato.
  • 46. 3 maggio – Roma (Rm): CHIARA DI VITA. 28 anni, uccisa da un colpo di pistola sparato dal marito.
  • 47. 4 maggio – Sannicandro di Bari (Ba): MARIA CHIMENTI. 55 anni, uccisa insieme alla figlia e al figlio dal marito a colpi di arma da fuoco.
  • 48. 4 maggio – Sannicandro di Bari (Ba): LETIZIA PICCOLO. 19 anni, uccisa insieme alla mamma e al fratello dal padre a colpi di arma da fuoco.
  • 49. 4 maggio – Reggio Calabria (Rc): MARIA IMMACOLATA RUMI. 53 anni, morta in ospedale per le percosse ricevute dal marito, che aveva già ucciso la sua precedente compagna.
  • 50. 11 maggio – Poggiomarino (Na): SOFIA ZEREBRESKA. 23 anni, uccisa con una coltellata fatale alla schiena, ritrovata per strada l’assassino non ha ancora un nome.
  • 51. 14 maggio – Chieti Scalo (Ch): ARCANGELINA SILVESTRI. 83 anni, strangolata dal figlio.
  • 52. 15 Maggio – Palermo (Pa): MIHAELA GAVRIL. 35 anni, uccisa insieme alla coinquilina dall’ex-marito con un colpo di ascia alla testa.
  • 53. 15 maggio – Palermo (Pa): HENRYKA PIECHULSKA. 38 anni, strangolata dall’ex marito della coinquilina.
  • 54. 17 maggio – Boscotrecase (Na): GIUSEPPINA PORTANOVA. 88 anni, strangolata nella sua abitazione dal figlio.
  • 55. 20 maggio – Asi, Aversa Nord (Carinaro) (Ce): RAGAZZA NIGERIANA. 27 anni, uccisa per asfissia, ritrovato il corpo nelle campagne.
  • 56. 22 maggio – Cadoneghe (Pd): SILVANA CASSOL. 50 anni, uccisa con un colpo di pistola dal marito poliziotto.
  • 57. 22 maggio – Formello (Rm): PENSIONATA ITALIANA. 86 anni, soffocata con un cuscino dal figlio.
  • 58. 24 maggio – Guardamiglio (Lo): ANGELICA TIMIS. 35 anni,  uccisa dall’ex compagno con delle coltellate alla schiena nel giardino pubblico vicino a dove lei lavorava.
  • 59. 24 maggio – Corigliano Calabro (Cs): FABIANA LUZZI. 16 anni, uccisa dal fidanzato coetaneo che prima l’ha presa a coltellate e poi l’ha bruciata ancora viva.
  • 60. 27 maggio – Besate (Mi): GIUSEPPINA ZIZZU. 51 anni, strangolata dal marito che poi si è impiccato.

Giugno |

  • 61. 9 giugno – Bologna (Bo): SILVIA CARAMAZZA. 39 anni, uccisa dal fidanzato, il corpo è stato ritrovato dopo giorni nell’ abitazione di lei con il cranio fracassato, chiusa in un sacco all’interno di un congelatore acceso.
  • 62. 14 giugno –  Foligno (Pg): SANDITA MUNTEANU. 38 anni, uccisa con due coltellate alla gola dall’ex compagno.
  • 63. 15 giugno – Napoli (Na): ANNA FIUME. 52 anni, picchiata a morte dal figlio ventottenne.
  • 64. 15 giungo – Vittoria (Rg): GIOVANNA NOBILE. 53 anni,  uccisa con cinque colpi di pistola dal collega di lavoro presso la scuola dove entrambi lavoravano.
  • 65. 18 giugno – Spello (Pg): OLGA DUNINA. 62 anni,  uccisa nel sonno dal marito con un colpo alla testa e ritrovata dentro uno scatolone, abbandonata ai margini di una strada .
  • 66. 18 giugno – San Giovanni al Natisone (Ud): IRMA HADAI.33 anni, uccisa con 37 coltellate dal marito.
  • 67. 18 giungo – Caserta (Ce): ANTONIETTA ALFIERI. 50 anni, uccisa nei pressi della stazione, ancora non si è trovato il colpevole.
  • 68. 21 giugno – San Leucio del Sannio (Bn): RAFFAELLA RANAURO. 41 anni, uccisa a colpi di pistola in mezzo alla strada dal marito carabiniere.
  • 69. 25 giugno – Polla (Sa): OLENA TONKOSHKUROVA. 50 anni,  uccisa da un cliente con un profondo taglio alla gola nella sua abitazione, data alle fiamme subito dopo il delitto.
  • 70. 25 giugno – Ravanusa (Ag): GIOVANNA LONGO. 60 anni,  uccisa dall’ex marito che le ha sparato in piazza durante il mercato settimanale.

Luglio |

  • 71. 1 luglio – Cologno Monzese (Mi): SILAVA HYSENI. 30 anni, lanciata giù dal balcone dal marito.
  • 72. 1 luglio – Bra (Cn): MARTA FORLANI. 50 anni, uccisa dall’ex marito a pugni e colpi di pistola.
  • 73. 2 luglio – Cardano al Campo (Va): LAURA PRATI. 49 anni, uccisa a colpi di pistola sul posto di lavoro da un ex dipendente.
  • 74. 9 luglio – Roma (Rm): MARIA ASSUNTA PIZZOLO. 80 anni, uccisa per asfissia dal figlio.
  • 75. 9 luglio – Landriano (Pv): TIZIANA RIZZI. 36 anni, accoltellata dal marito davanti agli occhi del figlio.
  • 76. 9 luglio – Ostiglia (Mn): IRIS MERLI. 89 anni, affogata in un canale dal figlio, poco distante dalla casa di riposo dove risiedeva.
  • 77. 10 luglio – Palermo (Pa): ROSY BONANNO. 26 anni, uccisa dall’ex compagno a casa dei genitori di lei.
  • 78. 17 luglio – Parma (Pr): MICHELLE CAMPOS. 21 anni, uccisa a martellate nella sua abitazione dal fidanzato che poi ha occultato il corpo sotto il letto.
  • 79. 20 luglio – Reggio Calabria (Rc): ANGELA ARCUDI. 55 anni, uccisa dal cognato in una sparatoria.
  • 80. 20 luglio San Tammaro (Ce): KATIA TONDI. 31 anni, soffocata in casa, l’assassino non ha ancora un nome.
  • 81. 21 luglio – Gela (Cl): MARIA NASTASI. 46 anni, uccisa dal convivente a colpi di pistola e abbandonata in un casolare.
  • 82. 23 luglio – Salerno (Sa): MARIA PIA GUARIGLIA. 70 anni,  uccisa in casa dal figlio.
  • 83. 28 luglio – Marina di Massa (Mc): CRISTINA BIAGI. 38 anni, uccisa dall’ex-marito a colpi di pistola sul lungomare.
  • 84. 28 luglio Roma (Rm): RAGAZZA BRASILIANA. Uccisa e ritrovata sui binari della stazione di Roma Termini.
  • 85. 29 luglio – Taurisano (Le): ERIKA FRIDA CIURLIA. 36 anni, uccisa a colpi di pistola dall’ex-marito.

Agosto |

  • 86. 12 agosto – Pinzolo (Tn): LUCIA BELLUCCI. 31 anni, uccisa dall’ex-fidanzato già denunciato per stalking.
  • 87. 13 agosto – Avola (Sr): ANTONELLA RUSSO. 48 anni, il marito le spara in presenzadel figlio minore.
  • 88. 17 agosto – Borgo San Dalmazzo (Cn): MARIA GRAZIA GIUMMO. 38 anni, uccisa dal compagno a seguito di una violenta lite.
  • 89. 20 agosto – Villa Rasicci di Bellante (Te): FELICIA MATEO. 40 anni, uccisa con un arma da fuoco dal vicino di casa.
  • 90. 25 agosto – Guspini (Ca): GIUSEPPINA BRODU. 62 anni, uccisa in casa dal marito.
  • 91. 27 agosto – Bitonto (Ba): RAGAZZA ROMENA. 26 anni, accoltellata da un cliente ritrovata morta per strada.

Settembre |

  • 92. 3 settembre – Gambara (Bs): MARILIA RODRIGUES SILVA MARTINS. 29 anni, uccisa brutalmente dall’uomo dal quale aspettava un bambino.
  • 93. 3 settembre – Cosenza (Cs): RODIKA KULKA. 40 anni, morta in seguito alle percosse inferte dal marito colto sul fatto.
  • 94. 4 settembre – Roma (Rm): ROSA GRAZIANI. 53 anni, uccisa a colpi di pistola dal marito.
  • 95. 4 settembre – Bari (Ba): PAOLA LABRIOLA. 53 anni, accoltellata a morte da un paziente durante una visita.
  • 96. 8 settembre – San Martino in Strada (Lo): LAVINIA SIMONA AILOAIEI. 18 anni, stuprata, seviziata e uccisa da un cliente.
  • 97. 13 settembre – Prato (Po): MARIA GRAZIA CENTAURO. 81 anni, soffocata nel sonno dal marito.
  • 98. 17 settembre – Civitanova Marche (Mc): MARIA PIA VIGONI. 66 anni, uccisa a coltellate dall’ex marito in strada mentre si recava al lavoro.
  • 99. 16 settembre – Brancaleone (Rc): TATIANA KUROPATYK. 41 anni, violentata uccisa e bruciata da uno sconosciuto.
  • 100. 18 settembre – Udine (Ud): SILVIA GOBBATO. 28 anni, aggredita e uccisa con un coltello da uno sconosciuto in un parco.
  • 101. 23 settembre – Satatte (Ta): ILARIA PAGLIARULO. 20 anni, uccisa dal convivente che le ha sparato un colpo di pistola a seguito di un precedente tentato omicidio.
  • 102. 23 settembre – Villacidro (Ca): MARTA DELIGIA. 26 anni, uccisa dall’ex fidanzato precedentemente denunciato.
  • 103. 26 settembre – Castelvetro Piacentino (Pc): CINZIA AGNOLETTI. 50 anni, soffocata dal convivente e ritrovata dal figlio.
  • 104. 30 settembre – Pinerolo (To): MARIA PIA GARNERO. 64 anni, accoltellata dal marito.

 

Ottobre |

  • 105. 1 ottobre – Caltagirone (Kr): CONCETTA ZIMONE. 64 anni, freddata dal marito a colpi di fucile nella panetteria dove lavoravano.
  • 106. 5 ottobre – Zevio (Vr): GIANCARLA BONENTE. 75 anni, uccisa con un fucile calibro 12 dal marito, nel letto di casa sua.
  • 107. 9 ottobre – Rovereto (Tn): YURANIS JIMENES CUADRADO. 29 anni, soffocata dal compagno in casa.
  • 108. 11 ottobre – Borghetto S.Spirito (Sv): STEFANIA MARITANO. 49 anni, uccisa con un colpo di pistola alla testa dal marito.
  • 109. 12 ottobre – Barbarano Romano (Vt): ANNA MARIA CULTRERA. 52 anni, uccisa con decine di coltellate inflitte dal compagno.
  • 110. 13 ottobre – Grosseto (Gr): IRINA MEYNTSER. 47 anni, uccisa dal compagno che ha tentato di occultarne il cadavere gettandolo in un bosco.
  • 111. 15 ottobre – San Giustino Umbro (Pg): ALEXANDRA BUFETTI. 26 anni, uccisa dall’ex fidanzato con tre colpi di pistola.
  • 112. 16 ottobre – Pescina (Aq): FATIMA SELMANAY. 50 anni, uccisa insieme alla figlia a colpi di pistola dal marito.
  • 113. 16 ottobre – Pescina (Aq): SENE ADA SELMANAY. 21 anni, uccisa insieme alla madre a colpi di pistola dal padre che abusava di lei.
  • 114. 25 ottobre – Santa Margherita Ligure (Ge): PATRICIA MENDOZA. 42 anni, accoltellata in casa sua dal compagno.
  • 115. 26 ottobre – Calvisano (Bs): GIULIANA MORENI. 83 anni, accoltellata dal marito sotto gli occhi del nipote che è rimasto ferito.
  • 116. 28 ottobre – Cerveteri (Rm): RAGAZZA RUMENA. uccisa a coltellate dal marito.

Novembre |

  • 117. 4 novembre – Grosseto (Gr): FRANCESCA BENETTI. 55 anni, il custode della sua villa è accusato di averla uccisa e di averne occultato il cadavere.
  • 118. 9 novembre -Castelnuovo Cilento (Sa): VIOLETA CANEVA. 48 anni, massacrata a colpi di sedia dal marito.
  • 119.  10 novembre – Empoli (Fi): ASSUNTA BROGI. 88 anni, uccisa dal figlio a colpi di pistola.
  • 120. 16 novembre – Castelfidardo (An): STEFANIA MALAVOLTA. 44 anni, strangolata col tubo della doccia dal marito.
  • 121. 16 novembre – Palermo (Pa): GRAZIA ROSARIA QUATRINI. 62 anni, accoltellata dall’ex fidanzato in casa.
  • 122. 30 novembre – Troia (Fg): ZHANNA HASHENKO. 42 anni, cliente spara alla donna e ne occulta il cadavere in un pozzo.

Dicembre |

  • 123. 1 dicembre – Castiglione del Lago (Pg): VANDA. Uccisa con un colpo d’arma da fuoco dal marito.
  • 124. 7 dicembre – Cerignola (Fg): ANNUNZIATA CIOFFI. 54 anni, strangolata presumibilmente dal marito.
  • 125. 14 dicembre – Casemurate (Ra): MARIA CELLI. 75 anni, uccisa da un colpo di pistola sparato dal figlio.
  • 126. 14 dicembre – Mola di Bari (Ba): BRUNA BOVINO. 29 anni, uccisa in un incendio sul luogo di lavoro, indagato l’ex-fidanzato.
  • 127. 20 dicembre – Loreto (An): IOLE STEFANIA BORDIGLIONI. 55 anni, uccisa dal marito con un arma da fuoco.
  • 128. 24 dicembre – Custonaci (Tp): BOSE UWADA (JENNIFER). 36 anni, soffocata e abbandonata in strada.
  • 129. 26 dicembre – Gioia del Colle (Ba): FRANCESCA MILANO. 42 anni, soffocata in auto dal compagno che ha poi abbandonato il cadavere.
  • 130. 27 dicembre – Parma (Pr): DOLORES LEONARDI. Uccisa dal figlio a seguito di un violento litigio.
  • 131. 29 dicembre – Roma (Rm): DONNA ITALIANA. 74 anni, uccisa in casa dal marito.
  • 132. 31 dicembre – Collegno (To): LETIZIA MAGGIO. 54 anni, uccisa a colpi di pistola dal marito insieme alla madre e alla figlia.
  • 133. 31 dicembre – Collegno (To): DARIA MACCARI. 84 anni, uccisa a colpi di pistola dal genero insieme alla figlia e alla nipote.
  • 134. 31 dicembre – Collegno (To): GIULIA GARATTINI. 21 anni, uccisa a colpi di pistola dal padre insieme alla madre e alla nonna.


(Fonte articolo: FeminicidioCasaDonne)

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